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Bibenda7, 29/05/2015: “Agricanto Paladin, una sinfonia di vino e ciliegie”

“Golose, saporite e irresistibili le ciliegie, proprio in questi giorni, iniziano a fare capolino tra i banchi del mercato e sulle nostre tavole in diverse tipologie, che variano a seconda del colore (dal rosso intenso all’arancio chiaro del Graffione piemontese fino al granato nereggiante del Durone di Vignola), della grandezza, della carnosità della polpa e naturalmente del sapore più o meno dolce. Infatti il frutto può nascere da due differenti specie botaniche: dal Prunus avium che produce le ciliegie dolci che siamo abituati a consumare come frutta fresca, e dal Prunus cerasus, che dà le amarene, le visciole e la marasche, le quali, essendo più aspre, sono identificate come “acide”. E’ bene ricordare inoltre che le ciliegie non sono solo buone, ma hanno anche proprietà terapeutiche, contrastano l’ipertensione, sono ricche di vitamina A e reintegrano l’organismo di sali minerali quali il calcio, il ferro e il potassio.
In commercio è possibile trovare varie etichette nate dall’incontro tra questi frutti e il vino (…), tra cui Agricanto della cantina Paladin. Quest’ultima, situata ad Annone Veneto, al confine col Friuli Venezia Giulia, lega il suo nome soprattutto a vini come Malbech e Pinot Grigio, ma ritorna al patrimonio ampelografico autoctono con Agricanto, un vino liquoroso a base di Raboso, che proprio nel trevigiano, a ridosso del fiume Piave, trova il suo territorio di origine. Agricanto, composto per metà da vino Raboso prodotto nella stessa azienda, vede confluire nella restante parte succo di ciliegie, estratto di mandorle, finissima grappa, spezie dolci e un’ampia varietà di piante officinali. Questo amalgama di aromi lo ritroviamo tanto nel profumo, dove le ciliegie (sia fresche sia confetturate) si intrecciano con note di viole appassite, tamarindo, cannella, pepe rosso in grani, alloro e burro di cacao, quanto nel sapore, dolce e acidulo insieme, dall’alcolicità esuberante (25% vol.), carezzevole e armonioso al palato come il Canto della Natura a cui è ispirato il nome. Opulento il finale, con accenni retro nasali di visciole, spezie e liquirizia gommosa.
Immancabile al momento del dessert, soprattutto in abbinamento col tortino al cioccolato con cuore fondente o con la torta della Foresta Nera, va a braccetto anche con alcuni formaggi erborinati come il Blu di Corzano e Paterno. Campione di versatilità, è godibilissimo anche da solo oppure come base per innovativi cocktail, tra cui Palladio, Merlino e Rabì”.

Salvatore Marsillo