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Bollicine senza pari dalla Franciacorta – Il Sole 24 Ore Nord-Est, 19.12.2016

CASA PALADIN – La cantina gestita dai fratelli Paladin fonde viticoltura ed enologia con lo spirito del luogo

Castello Bonomi è stata premiata dall’AIS come “Miglior Cantina Lombarda”

Castello Bonomi premiata come “Miglior Cantina Lombarda” dall’AIS, che in contemporanea ha assegnato le 4 VITI (certificato di eccellenza) a Lucrezia Etichetta Nera, già insignito del prestigioso “Oscar del Vino” di Bibenda e della Fondazione Italiana Sommelier e dei “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso. E’ solo l’ultima delle soddisfazioni più recenti che si è portata a casa la famiglia Paladin, dal 1962 in costante crescita attraverso ricche esperienze, perseverando a coltivare i vitigni della propria terra veneta con immutati rispetto e rigore, affinando vini preziosi nelle proprie cantine, prendendo dimora in mitici territori come il Chianti e la Franciacorta. I premi confermano l’amore con cui Paladin è arrivato in Franciacorta, facendo propri i valori e le peculiarità di questa terra. La tenuta in cui si produce anche il superlativo Lucrezia “rappresenta l’unico Château della Franciacorta ed è situata alle pendici del Monte Orfano a Coccaglio – spiega Lucia Paladin, appassionata produttrice insieme ai fratelli Carlo e Roberto -. Il monte ripara le vigne dai venti della Valcamonica e l’uva beneficia della completa esposizione a Sud”. E’ qui, dunque, che Paladin si è impegnata per un’azienda che, come recita la motivazione del premio Ais, produce “vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”. “Noi – racconta Lucia Paladin – abbiamo sempre creduto nel Pinot Nero, che è una sorta di enfant terrible e come tale assai delicato. Lucrezia Etichetta Nera ne è espressione al 100%, altri vini di Castello Bonomi lo prevedono a percentuali variabili, come il mitico CruPerdu. Le pendici del Monte Orfano hanno origine da un sollevamento tettonico, si caratterizzano perciò per una mineralità particolare, che favorisce la longevità dei vini”. Se la natura ha la sua importanza, il “tocco” Paladin è fondamentale per arrivare ai livelli certificati dagli ultimissimi premi. “Il Lucrezia 2006 premiato quest’anno – racconta l’imprenditrice – ha trascorso oltre 100 mesi sui lieviti e un anno dalla sboccatura, sotto l’attenta sorveglianza del nostro enologo Luigi Bersini”. Un’eccellenza da sole tremila bottiglie l’anno, quando l’annata lo consente. Ma Lucrezia è un’eccellenza in un mondo di eccellenze, come attestano i continui e altissimi riconoscimenti, che sono l’evidenza di uno stile e di un metodo consolidati. Casa Paladin è soprattutto un modo unico di creare i vini, dove la viticoltura si fonde intimamente con l’enologia e la sapiente lentezza della cantina sa esaltare lo spirito di un luogo e l’intensità di un frutto colto in un preciso momento. Casa Paladin è una realtà importante della vitivinicoltura italiana con quattro tenute in Veneto, Friuli, Lombardia (Franciacorta), Toscana (Chianti) e si distingue per una filosofia produttiva basata sulla valorizzazione sostenibile del territorio, con vini che ne esaltano le peculiarità colturali e culturali. Indimenticabili, per chi li assaggia, il Prosecco Millesimato brut e il Merlot Campo Camino Bosco del Merlo. “Negli anni – racconta Lucia Paladin – abbiamo affidato la nostra ricerca sulla mineralità del prodotto e la sua freschezza, ne è un esempio Castello Bonomi, dove cerchiamo di anticipare la vendemmia anche ai primi giorni d’agosto per i Franciacorta. Nei rossi, invece, rinunciamo alla resa per raccogliere uve molto mature, dalle quali ottenere un vino con ottima struttura, pienezza del corpo e tannino ammorbidito”. Casa Paladin, insomma, è una casa di quell’Italia dove ancora la terra incontra la passione. “Complessivamente l’azienda punta sulle bollicine della Franciacorta, che si bevono ovunque e riescono ad accompagnare anche un intero pasto, e sul Prosecco”, sintetizza Lucia Paladin, che considera le bollicine “un modo di bere moderno oltreché molto apprezzato anche all’estero”. A completare un’offerta di gran pregio ci sono naturalmente i rossi della Toscana made in Paladin firmati Castelvecchi.