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Le Cantine Paladin tra i tesori del Veneto

La vite è pianta da frutto che non smetterà mai di sorprendere: la troviamo tanto nel cuore delle Alpi abbarbicata su terrazze di pietra quanto a due passi dal mare. Sono apparentemente infinite le combinazioni pedoclimatiche – ovvero di suolo e d’atmosfera, come dicono i tecnici – che portano a risultati eccellenti e di volta in volta diversi. Eccoci dunque nell’entroterra del golfo di Venezia tra il fiume Livenza e il Tagliamento, dove terre alluvionali ricche di calcio e argilla calcarea si combinano al clima marittimo. Qui la vite prospera grazie all’abbazia benedettina di Santa Maria in Silvis, che è uno dei luoghi magici da visitare in questo petit tour della Venezia Orientale: nei secoli bui la coltura era finita in malora e furono proprio i monaci a ricostituire quei vigneti che sotto la Serenissima sarebbero stati prediletti dai Dogi.
L’odierna produzione fa riferimento alla DOC Lison Pramaggiore che prevede ben 14 varietà di vino, rappresentative del passaggio da Veneto a Friuli, e anche una zona classica, di più radicata tradizione, che interessa Annone Veneto, Pramaggiore, San Stino di Livenza, Cinto Caomaggiore e Portogruaro. Il vino più rappresentativo è il Lison Classico, recentemente innalzato alla DOCG, prodotto nei dintorni dell’omonima località. L’uva di partenza è il Tocai italico, documentato in Veneto a partire dal 1771 e recentemente identificato nel sauvignonasse, antico ceppo francese, sciogliendo definitivamente il nodo di una presunta relazione con il tokaj ungherese. Il vino che se ne ricava ha colore giallo paglierino tendente al verdognolo e talvolta al dorato, asciutto e fresco, con una tipica nota di mandorla e fieno. Sul fronte dei rossi spicca invece il Refosco, rosso rubino vivo e poi granato, dal profumo caratteristico e sapore asciutto e pieno. Con una nota di particolare orgoglio per la grande estensione, fino a 450 ettari, destinati alla viticoltura biologica: un ritorno agli antichi fasti anche sotto questo punto di vista.
Ambasciatrice per un giorno delle Terre del Lison è Lucia Paladin, dell’omonima azienda vinicola di Annone: sede in villa palladiana con annessa “vinoteca” per accogliere i turisti e articolato calendario, da “Cantine Aperte”, a fine maggio, alla “Festa della Vendemmia”, con estensione a degustazioni guidate di vini del territorio, concerti e rappresentazioni teatrali in cantina e tante altre proposte per viaggiatori di buon gusto. Una vera vocazione per l’accoglienza in cantina: “Quando si dice Venezia, si pensa alla laguna, al Canal Grande e a una cucina di pesce tanto nobile per ingredienti quanto semplice nelle preparazioni. Certo, ma chi riesce ad andare al di là dei luoghi più comuni scopre presto che la provincia custodisce realtà sorprendenti come i vigneti dei dogi e le cantine che qui vi sorgono. La spiritualità di un territorio si estrinseca anche attraverso la sua cucina e oggi la ristorazione fa la sua parte, rivalutando con convinzione i vini del territorio”. E prosegue: “Il nostro Juti Lison Classico accompagna piatti di pesce, il nostro Refosco dal peduncolo rosso esalta piatti di pesce al forno o di carni e selvaggina delle valli. Grandi eventi internazionali per rappresentare l’eccellenza italiana sempre più spesso scelgono ricette storiche e vini autoctoni che sovente diventano emblemi di un territorio e della sua storia ed è così che il nostro Refosco ha fatto notizia all’edizione 2010 dell’Expo di Shangai”.
Per scoprire in dettaglio il territorio della Venezia Orientale è stata tracciata una Strada del Vino che ha come punto di riferimento l’Enoteca Regionale di Pramaggiore: tre gli itinerari, distinguendo la zona classica dalle fasce che seguono il fiume Livenza verso Caorle e il Tagliamento in direzione di Bibione. Tappe ineludibili sono Portogruaro e San Stino di Livenza. I confini segnati dai fiumi e l’affaccio sull’Adriatico formano un quadro gastronomico unico: pesce di fiume, con l’anguilla del Livenza, e di mare, con la varietà offerta da Caorle, per l’abbinamento coi bianchi, ma anche selvaggina da piuma, quando nella Laguna viene il momento della caccia, richiedendo vini rossi d’adeguata struttura. I buongustai sono i benvenuti.